Biopiscine e biolaghi: oasi naturali in città
lunedì 20 luglio 2009



La piscina naturale è presente negli altri paesi dal 1983, data di costruzione della prima in Austria. Ha avuto un grande successo nei paesi d'origine, Austria, Svizzera e Germania, dove esistono anche piscine naturali pubbliche: sono state stimate 20.000 piscine in Austria, 8.000 in Germania, 1.500 in Svizzera.
Tuttavia, in Italia ha iniziato a suscitare interesse solo da pochi anni.
Acqua limpida e senza odore di cloro; una vegetazione che non ha nulla da invidiare a quella spontanea che cresce in un grande stagno e lungo le rive di un fiume; una felice atmosfera che nasce dal vivere a stretto contatto con la natura e la sensazione di tornare alle origini. Queste sono le caratteristiche delle piscine naturali. Le biopiscine o gli stagni sono fatti a imitazione della natura.
Numerosi sono i vantaggi che una piscina naturale può offrire:
• Intensa sensazione di immersione nella natura durante la balneazione.
• Aspetto estetico estremamente gradevole.
• Ottimo inserimento nel giardino e nel contesto ambientale.
• Possibilità di realizzazione anche in zone soggette al vincolo. ambientale (d.lgs. 42/2004).
• Fioriture delle numerose piante acquatiche in tutta la stagione vegetativa.
• Assenza di prodotti chimici nell'acqua quali il cloro e gli anti-alga.
• Originalità rispetto alla piscina tradizionale.
A seconda del sistema, l'acqua viene pulita in una o più camere oppure in impianti di biofiltrazione, senza l'utilizzo di prodotti chimici. In linea di principio si distinguono tre sistemi:
SISTEMA A UNA CAMERA
Questa biopiscina è costituita dalla zona di balneazione e dalla zona di rigenerazione immediatamente attigua. La zona di rigenerazione è ad acqua bassa e circonda la piscina. Le piante presenti nella zona di rigenerazione provvedono alla pulizia dell'acqua. Per ottenere un sufficiente effetto pulente, la zona di rigenerazione deve essere almeno uguale al 50% della zona balneabile.
SISTEMA A PIU' CAMERE
Con il sistema a più camere la zona di rigenerazione è abbinata a uno o più bacini di depurazione. Così facendo si potenzia l'effetto pulente nei laghetti molto frequentati. La pompa e il pozzo di sedimentazione assicurano la circolazione ideale e garantiscono così la perfetta pulizia dell'acqua.
BIOFILTRO
I biofiltri sono l'ultimissima novità per le biopiscine. Con essi l'acqua viene pulita attraverso vari filtri esterni fissi. Il sistema non richiede una zona di rigenerazione e consente pertanto la realizzazione di biopiscine anche in aree molto piccole.
Gli elementi sempre presenti e quelli che garantiscono una corretta filtrazione dell’acqua sono:
• la zona di balneazione nella quale non vi sono le piante acquatiche;
• la zona di rigenerazione, profonda massimo 1 m, con ghiaie, zeoliti e piante acquatiche che fungono da filtro biologico;
• la cascata o il ruscello che assicura l'ossigenazione dell'acqua e la sua energizzazione;
• negli impianti più sofisticati è previsto l'uso di due sistemi di ricircolo alimentati ciascuno da una pompa di media-alta potenza, alloggiata in un vano tecnico: una fa funzionare gli skimmer e permette la pulizia della superficie libera dell'acqua, l’altra, tramite i tubi di dreno posti sotto la ghiaia e le piante acquatiche, permette di mantenere sempre elevato il livello di fitodepurazione. Questo processo naturale fa si che la sostanza organica presente nella piscina venga trasformata dalla microfauna aerobica (presente sulla superficie delle ghiaie) in elementi più semplici quali i fosfati e i nitrati. Questi vengono assorbiti dalle piante acquatiche tramite le radici e utilizzati per la loro crescita. Ciò porta alla riduzione degli elementi nutritivi solubili in acqua, con riduzione dello sviluppo delle alghe e dell’intorbidimento dell'acqua. Oltre al doppio sistema di ricircolo, può essere previsto un filtro UV per una maggior limpidezza dell'acqua, grazie alla disattivazione delle alghe presenti quando le temperature estive persistono alte.
La filtrazione viene effettuata dalla microfauna e microflora acquatica che si sviluppa nella ghiaia e nelle zeoliti della zona di rigenerazione e del laghetto di sorgente.
Le piante acquatiche rappresentano sicuramente quindi l’elemento che più di ogni altro caratterizza la piscina naturale. Gli effetti legati alla loro presenza sono numerosi: oltre all’aspetto estetico e alla loro importante funzione di fitodepurazione le piante hanno effetti meno “vistosi” ma molto importanti per la vita della piscina:
• effetto ombreggiante, che determina la riduzione dell’energia solare che viene captata dalle acque;
• interazione competitiva con le alghe nell’utilizzo degli elementi nutritivi prodotti nei cicli di degradazione della sostanza organica. Questa azione competitiva consente un parziale controllo naturale delle alghe;
• ossigenazione dell’acqua, operata in particolare dalle piante sommerse dette anche ossigenanti;
• creazione di un habitat adatto all’insediamento di microrganismi e macroorganismi.
La presenza delle piante acquatiche comporta naturalmente una particolare attenzione nella manutenzione della piscina sia per quanto riguarda le piante stesse sia quando viene svolta l’ordinaria manutenzione della vasca. Le piscine naturali necessitano di manutenzione e di cura costanti durante tutto l'anno, in particolare durante la stagione vegetativa. Avendo a che fare con un ecosistema naturale, è però evidente che più si desidera un aspetto "asettico", tipico di una piscina tradizionale, più frequentemente bisognerà intervenire con le operazioni di pulizia.
PRINCIPALI FASI DELLA REALIZZAZIONE
Un corretto progetto, coadiuvato da fotoritocchi e rendering, costituisce il punto di partenza di una buona realizzazione, sia dal punto di vista tecnico che da quello estetico-ambientale.
Superata la fase progettuale si può procedere con la fase realizzativa. I momenti principali della costruzione di una piscina naturale sono:
1. La preparazione dell'invaso:
Realizzazione dello scavo - Preparazione del fondo con strato di sabbia - Stesa del geotessile - Posa del telo impermeabile.
2. La posa degli impianti:
Posa delle tubazioni del sistema di ricircolo - Creazione del vano tecnico per le pompe e i filtri Preparazione del pozzetto per il troppo pieno - Sistemazione degli skimmer galleggianti.
3. La costruzione dell'area di rigenerazione:
Costruzione del muro a secco che divide l'area di rigenerazione dall'area di balneazione - Riempimento dalla parte profonda dell'area di balneazione - Riempimento dell'area di rigenerazione con ghiaia, ciottoli e massi.
4.La realizzazione delle opere a verde e di arredo:
Posa delle pavimentazioni - Messa a dimora delle piante acquatiche nell'area di rigenerazione - Sistemazione della cascata.
Dal momento in cui la realizzazione è completata, inizia una fase delicata per la creazione dell'equilibrio biologico nella piscina naturale.
Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini
Per approfondimenti:
www.acquebalneabili.it
www.piscinenatura.it
www.sarnafil.ch
www.geometri.cc
M. Littlewood, Natural Swimming Pools, Schiffer Design Book, 2005.
Mutuo
lunedì 8 giugno 2009
Comprare casa con il mutuo
Acquistare casa, è un pò il sogno di tutti noi. C'è chi ci pensa prima del matrimonio, o magari anche dopo qualche anno di assestamento. Indubbiamente, si tratta di compiere un percorso con tante tappe e dalla durata più o meno lunga. Insomma, difficile che nel giro di un mese, riusciate a trovare la casa dei vostri sogni, e che tutto l'iter si dissolva in così poco tempo. Per prima cosa, c'è da sapere che, se vi rivolgete ad un'agenzia immobiliare, dovrete versare la mediazione nella misura che non può in ogni caso superare il 3% del valore dell'immobile. Alcune agenzie, richiedono il versamento dell'intera somma all'atto del compromesso, altri dividono l'importo tra l'atto del compromesso e la stipula del rogito.
Non fermatevi al primo immobile che vedete, non dite subito "sì , mi piace". A mente fredda poi, troverete sicuramente qualcosa che non va. Non fatevi raggirare dalle solite frasi degli agenti immobiliari "Deve decidere in fretta, perchè altre persone sono venute a visitare l'immobile ed è piaciuto" o frasi similari. Ponete all'agenzia tutte le domande che vi passano per la testa , tutti i vostri dubbi, non abbiate paura di porre interrogativi "stupidi". Prima di comprare bisogna essere sicuri che quello che vogliamo corrisponda a quello che vediamo. Guardate ogni piccolo particolare, ogni minima cosa.
E poi, prendete tutto il tempo che volete prima di decidere a quale mutuo aderire, senza farvi fare fretta da nessuno. Non fermatevi comunque al primo immobile che vedete, girate quanto basta, per trovare l'offerta più conveniente, e arrivate all'immobile che più vi piace. Insomma , acquistare casa non è come fare la spesa tutti i giorni. La casa è per sempre, e deve essere come l'avete sempre sognata e, in questo caso, non è giusto "accontentarsi". Piuttosto, aspettate ancora e rivolgetevi ad altre agenzie immobiliari, oppure ad altri costruttori ( nel caso decidiate per un immobile in costruzione) e continuate a cercare. Ci vorrà magari anche un anno, ma vale davvero la pena di aspettare.
http://www.articolista.com/affari/mutuo.html
EcoMostri
giovedì 28 maggio 2009
Stavo leggendo un bel articolo di LegAmbiente in cui denunciava i 5 mostri cementizzi, che risiedono nella nostra penisola, e che sono in attesa di essere rasi al suolo, con relativa spesa da parte del Comune dove risiedono gli EcoMostri. Tratto dall'articolo di Legambiente "L’albergo di Alimuri nella penisola Sorrentina, le palazzine di Lido Rossello a Realmonte (AG), Palafitta a Falerna Scalo (CZ), le villette abusive di Torre Mileto (FG), lo scheletrone di Palmaria nel Parco delle Cinque Terre.Sono questi i primi 5 ecomostri costieri, la “top five” del cemento illegale, per cui Legambiente chiede dal 2007 che vengano istruite le pratiche di demolizione perché scompaiano – con corsia preferenziale - dal panorama italiano." Questi edifici non sono abusivi, bensì muniti di regolare permesso di costruire! Mi chiedete chi gli ha dato questi permessi? Dei zozzoni che per due soldi non si farebbero problemi a seppellire decine o centinaia di persone sotto il peso del cemento.
Vi lascio anche il link del dossier

Migliaia di edifici piccoli o grandi che siano, sono sparsi nel nostro paese, in attesa di giudizio, che non avverrà prima di molti anni, ed intanto deturpano il paesaggio, da quello montano a quello marittimo, ed i comuni le regioni e lo stato sono capaci di guardare e non (poter) agire. Il problema è a monte, e non sto parlando di EcoMostri, che come ho detto hanno tutti un permesso di costruire, bensì parlo di tutti quegli edifici che nascono e crescono come funghi nel giro di 2
giorni. Qualche giorno fa sono tornato da un viaggio e vicino al mio ufficio ho trovato una nuova casa, abusiva in tutto e per tutto, ma ormai finita, con la gente che ci abitava all'interno, ed indovinate questa casa dov'è posizionata? Accanto a quella di un Vigile Urbano, che se n'è fregato altamente anzi...
Ecco cos'è l'Italia e l'italiano, un abusivo.
Denuncia di inizio attività in edilizia
giovedì 20 novembre 2008
La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è una pratica amministrativa che, nel mondo dell'edilizia, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti.
Nasce, sotto diverso nome, con la legge n.47/85 che, all'art.26 "opere interne", obbligava chiunque intendesse compiere opere interne a fabbricati che non fossero in difformità degli strumenti urbanistici vigenti una "relazione a firma di un professionista abilitato (es. un Ingegnere, un Architetto, Dottore Agronomo o un Geometra iscritto al relativo albo professionale) [...] che asseveri le opere da compiersi [...]".
Oggi la D.I.A. è uno strumento estremamente potente, che serve alla Pubblica Amministrazione (in larga parte, gli uffici Tecnici dei Comuni) per compiere il ruolo di Vigilanza sull'attività edilizia che si svolge sul proprio territorio. Con una D.I.A. oggi si può ristrutturare il proprio appartamento, si possono effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sul proprio immobile, si possono, addirittura, costruire nuovi edifici, qualora sia presente un Piano Particolareggiato.
La D.I.A. è regolamentata, oggi, nel Testo Unico dell'Edilizia, racchiuso nel D.P.R. 380/2001 che, all'art. 22 e 23 ne descrive il potere e i limiti.