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Certificazione energetica

giovedì 25 febbraio 2010

Certificazione energetica

Certificazione energetica, -20 giorni

Il primo luglio entra in vigore l’obbligo di certificazione energetica per tutti gli immobili. Ancora è in fase di elaborazione la normativa regionale in materia.

Sono già operative leggi in Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Nella provincia autonoma di Bolzano la normativa è pronta dal 2005, mentre in Friuli Venezia Giulia è stata approvata il mese scorso, e in Piemonte, In Piemonte infine sono in fase di attuazione i regolamenti attuativi della legge 13 del 2007. In queste regioni “virtuose” la certificazione è un obbligo den definito. In sua assenza i notai non potranno avallare le compravendite immobiliari.

LE REGIONI SENZA NORMATIVA
In tutte le altre regioni manca una disciplina specifica. In questi casi, l’obbligo di esibire un attestato di qualificazione energetica non è ancora rafforzato da sanzioni specifiche. Inoltre, vista l’assenza di sistemi di calcolo nazionali, l’attestazione si limiterà a una descrizione degli impianti, senza una vera classificazione: sarà in sostanza un semplice attestato di qualificazione energetica.

COSTI E VANTAGGI
La certificazione energetica influirà inevitabilmente sul valore di mercato degli immobili, che viene legato a un nuovo parametro: quello del rendimento energetico. Costruire un edificio che rientri in classe A (consumo energetico di 30 kWh/mq/anno) può costare il 20% in più rispetto alle costruzioni che, per gli standard minimi previsti dalla legge, hanno un consumo energetico da classe D (100 kWh/mq/anno).
CasaClima ha condotto uno studio sulle oscillazioni del costo di costruzione, partendo da un costo-base ipotetico di 1.400 metri al metro quadro. Gli extracosti per l’efficienza energetica variano da classe a classe (fino a un massimo di 300 euro/mq) e comportano un tempo diverso di ammortamento. Variano anche da regione a regione, a seconda della complessità della normativa locale.
Attenzione però: ovviamente non i tratta di semplici costi ma di investimenti che aumentano, anche notevolmente, il valore delle abitazioni. Non caso, i professionisti salutano la nuova norma con favore, perché apre nuove prospettive di mercato in un settore sempre più stagnante.

Ipotesi CasaClima - Extracosti/mq per classe energetica
Base di partenza 1.400 euro/mq

Classe D (100 kWh/mq/anno)
Classe di partenza ai fini del calcolo
- costi/mq ipotetici: 1.400 euro circa

Classe C (75 kWh/mq/anno)
- costi/mq: 1.500 euro circa (+ 7%)
- ammortamento: 5-10 anni

Classe B (50 kWh/mq/anno)
- costi/mq: 1.575 euro circa (+12%)
- ammortamento: 10 anni

Classe A (30 kWh/mq/anno)
- costi/mq: 1.700 euro circa (+ 20%)
- ammortamento: 20 anni

Norbert Lantschner di CasaClima ricorda che i costi si riducono quando si valutano gli edifici nel loro complesso piuttosto che le singole unità abitative. In particolare, le spese si riducono per i condomini: in una struttura con 10 unità abitative, per esempio, l’extracosto è di circa 250 euro per appartamento.
Anche l’Associazione nazionale dei costruttori ha condotto delle stime. Secondo i calcoli dell’Ance, per interventi che migliorano le performance energetiche di circa il 30%, gli extracosti possono essere calcolati in media attorno ai 150-160 euro/mq.

Ipotesi Ance - Extracosti/mq per miglioramenti energetici del 30%
Calcolo indicativo su alcuni possibili soluzioni

Isolamento dell’involucro: +50 euro/mq
Impianto di ventilazione meccanica controllata: +40 euro/mq
Impianto radiante: +30 euro/mq
Isolamento delle finestre: +40 euro/mq
Extracosto totale: +160 euro/mq

Fonti: Ance, il Sole 24 Ore,geometri.cc

Per approfondimenti:
"Certificazione energetica: le norme attuative"

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Vado ad abitare in una casa prefabbricata!

mercoledì 21 ottobre 2009

Se non è la notizia che cercavi prova con Google CLICCA

La cultura italiana quando si parla di case, purtroppo, ancora oggi non riesce a vedere al di là del proprio naso. Gli italiani intendono la casa, come un edificio in muratura, che più è tozzo e legato ben al terreno, più sarà duraturo e sicuro. Ma, non ci crederete, da qualche millennio c'è un novità chiamata legno nel mondo delle case (verrà trattato l'argomento nei prossimi articoli). Sotto vi vorrei proporre un articolo tratto dal blog del Arch. Paolo Crivellaro in cui viene ben esposto il concetto di casa prefabbricata i pro ed i suoi contro. Vi auguro una buona lettura ed una riflessione su ciò che ci circonda, la natura, e ciò che essa può fare per noi.
Vi inserisco anche un video della costruzione di una casa in legno (questo video ha tutto...tranne il rispetto da parte degli operai della legge sulla sicurezza nel cantiere)


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CASE PREFABBRICATE: LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI


Ammettiamolo, cominciamo a saperne parecchio sulle case in legno a risparmio energetico, il settore ci appassiona e siamo sempre più convinti che possano risultare la soluzione alle nostre esigenze abitative. Ma parenti ed amici fanno il possibile per farci cambiare idea. Vai ad abitare in un prefabbricato? Una vera casa deve essere in muratura. E se poi la devi rivendere, chi te la compra? E se prende fuoco? Capisco se fossimo in montagna. Chissà come sarà tra pochi anni. Ho sentito che le assicurazioni non le coprono. Però le puoi costruire su un terreno non edificabile. Costano poco. Costano tanto. E se l’isolante cede con il tempo? Se poi si tarlano? Se ci va addosso una macchina? Se viene un terremoto? Ci potrò appendere i pensili? Non mi sembrano solide. Vedrai, si svaluterà tantissimo. Mi fermo qui, ma potrei ovviamente continuare. Dubbi e perplessità sono legittimi ed auspicabili, quando ci si avvicina a qualcosa che non conosciamo, ma logica vorrebbe che un sano scetticismo fosse accompagnato da un’adeguata apertura mentale. Il termine “casa prefabbricata” nell’immaginario collettivo richiama alla mente l’immagine di qualche fatiscente capannone industriale e ci insinua un senso di precarietà che mal si addice all’idea di casa, solida e duratura che tutti noi abbiamo in mente (a maggior ragione per la nostra). Lo stesso dicasi per l’espressione “casa in legno”, che fa così chalet di montagna (o peggio ancora capanno per gli attrezzi da giardino).
Se avete avuto il tempo di leggere gli altri miei articoli, sapete che mi sono soffermato lungamente sui pregi si questo tipo di strutture e che si potrebbe liquidare la questione come superficiale e non meritevole di approfondimento. Mi limito a lanciare qualche piccolo spunto di riflessione che dovrebbe comunque spazzare via molti dubbi e preconcetti. Sappiamo che la certificazione energetica degli edifici è un obbligo in molte regioni. Supponendo che un giorno dobbiate vendere la vostra abitazione in legno, tale certificato sarà uno dei documenti da includere obbligatoriamente nell’atto notarile. Vale di più una casa male coibentata o una ad alto isolamento termico? Molte abitazioni si deprezzeranno proprio a causa della loro scarsa classe energetica, a prescindere dalle pregiate finiture e dagli alti costi pagati all’atto dell’acquisto. La legge italiana obbliga le imprese a rispondere per 10 anni dei difetti di fabbricazione degli edifici. HAAS Fertigbau vi da una garanzia di 30 anni. Non significa che tra 3 decenni la nostra abitazione sarà da demolire, ma che la ditta crede a tal punto alla solidità della costruzione, da potersi permettere di rispondere per un tempo lunghissimo a qualsiasi problema strutturale che non dipenda da un cattivo utilizzo dell’abitazione da parte nostra. A tale proposito è da sottolineare che HAAS realizza edifici prefabbricati da metà anni ’70, cioè da quando questo tipo di costruzioni è stato concepito. Si tratta cioè di una ditta che ha una storia che va oltre i trent’anni di garanzia che vengono dati al cliente, contando su numeri di produzione impressionanti ed sulla proverbiale qualità tedesca. Ritengo sia un parametro di cui tener conto quando ci sarà da fare una scelta tra HAAS e ditte concorrenti nate da pochi anni (spesso con produzione nell’Europa dell’est per contenere i costi).
Il legno è un materiale che è sempre stato usato tradizionalmente nei nostri edifici. Forse la nostra stessa abitazione possiede solai e tetti a struttura lignea. Chi è stato a visitare Amsterdam o altre città del nord Europa avrà sicuramente notato che gran parte degli edifici storici di epoca medioevale sono in legno ed appaiono perfettamente conservati (basta anche fare un giro a Bolzano per vedere molti palazzi con struttura lignea a vista in facciata). Venezia è un esempio in cui il legno è il materiale da costruzione principale, dalle fondazioni alle strutture. Proviamo forse un senso di provvisorietà ammirando i palazzi sul Canal Grande? L’elemento innovativo che distingue un’abitazione prefabbricata da una tradizionale sta nella parete esterna. Spazzati via i luoghi comuni, qui risiede il cuore tecnologico in grado di garantire efficienza energetica, stabilità, durata, qualità antisismiche e grande portata (70 kg/mq, nessun problema con pensili, mensole e quadri). Il tutto con uno spessore ridottissimo di nemmeno cm.30. Pensiamoci quando qualcuno ci consiglierà l’impresa del cugino dell’amico.

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Vicino stai distante!

giovedì 17 settembre 2009



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Vicino stammi distante! Questo è ciò che direbbero centinaia e centinaia di famiglie italiane quando si trovano in situazioni in cui i rumori molesti non riescono a fargli godere la propria proprietà in pieno per colpa dei rumori, degli odori, dalle vibrazioni o dai fumi prodotti dal vicino di casa.
Adesso andremo ad analizzare cosa dice la legge in tal caso, e vedere chi ha torto e chi ha ragione, ed anche come si calcola quand’è che viene superata la soglia limite del rumore provocato dal vicino.
È bene ricordare sempre che arrivare alle mani(come spesso mi è capitato di sentire dopo anni di lavoro come geometra)è sempre sbagliato è si passa SEMPRE dalla parte della ragione a quella del torto.
L’art. 844 del codice civile prevede che:

“1° comma
Si possono impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni , i rumori, gli scuotimenti derivanti dal fondo del vicino che superino la normale tollerabilità.
2° comma
Nell’applicare tale norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà e può tenere conto della priorità di un determinato uso”

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Quindi secondo la legge non viene vietato a nessuno di produrre rumori, basta che questi rumori non superino la normale tollerabilità
Ma qual è la tua o la mia “Normale Tollerabilità” ?!?
In caso di controversie, il limite viene determinato dal giudice di volta in volta, tenendo conto delle condizioni dei luoghi e delle attività normalmente svolte in un determinato contesto produttivo e delle abitudini della popolazione locale(Cass. N. 6534/85)

Qualora sorga una controversia sul superamento del limite della normale tollerabilità, il giudice affiderà ad un esperto il compito di verificare se il limite sia stato superato o meno.

“Il vicino è troppo rumoroso? I giudici hanno deciso che…
I giudici hanno elaborato un preciso criterio per valutare quali emissioni di rumore debbano essere consentite e quali vietate.
Le immissioni del vicino eccedono la normale tollerabilità se hanno un’intensità che superi di oltre 3 decibel il rumore di fondo. In pratica, il rumore di fondo è una sorta di “tara” che si devono sottrarre quando si debba valutare se le immissioni di rumore siano lecite o meno.
(si sono attenuti al criterio appena esposto il Tribunale di Milano 10/12/1992 ed il tribunale di Monza 4/11/1991)

Ricordiamo sempre che l’estremo massimo in situazioni difficili con il vicino è il tribunale, è il giudice; mai arrivare alle mani o peggio, si passa dalla parte del torto e si passano seri guai!
Un ultima cosa, quando ci so trova come vicino una fabbrica che rispetti la legge (come distanza dal centro abitato ecc.) il giudice, non sempre, ma spesso, darà ragione alla fabbrica, e più che difendere la fabbrica difenderà i suoi lavoratori.

Bene spero di esservi stato utile, continuate a seguirci noi cercheremo sempre di tenervi aggiornati su quello che è “Il Mondo Della Casa”

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Mutuo

lunedì 8 giugno 2009

Comprare casa con il mutuo

Acquistare casa, è un pò il sogno di tutti noi. C'è chi ci pensa prima del matrimonio, o magari anche dopo qualche anno di assestamento. Indubbiamente, si tratta di compiere un percorso con tante tappe e dalla durata più o meno lunga. Insomma, difficile che nel giro di un mese, riusciate a trovare la casa dei vostri sogni, e che tutto l'iter si dissolva in così poco tempo. Per prima cosa, c'è da sapere che, se vi rivolgete ad un'agenzia immobiliare, dovrete versare la mediazione nella misura che non può in ogni caso superare il 3% del valore dell'immobile. Alcune agenzie, richiedono il versamento dell'intera somma all'atto del compromesso, altri dividono l'importo tra l'atto del compromesso e la stipula del rogito.

Non fermatevi al primo immobile che vedete, non dite subito "sì , mi piace". A mente fredda poi, troverete sicuramente qualcosa che non va. Non fatevi raggirare dalle solite frasi degli agenti immobiliari "Deve decidere in fretta, perchè altre persone sono venute a visitare l'immobile ed è piaciuto" o frasi similari. Ponete all'agenzia tutte le domande che vi passano per la testa , tutti i vostri dubbi, non abbiate paura di porre interrogativi "stupidi". Prima di comprare bisogna essere sicuri che quello che vogliamo corrisponda a quello che vediamo. Guardate ogni piccolo particolare, ogni minima cosa.

E poi, prendete tutto il tempo che volete prima di decidere a quale mutuo aderire, senza farvi fare fretta da nessuno. Non fermatevi comunque al primo immobile che vedete, girate quanto basta, per trovare l'offerta più conveniente, e arrivate all'immobile che più vi piace. Insomma , acquistare casa non è come fare la spesa tutti i giorni. La casa è per sempre, e deve essere come l'avete sempre sognata e, in questo caso, non è giusto "accontentarsi". Piuttosto, aspettate ancora e rivolgetevi ad altre agenzie immobiliari, oppure ad altri costruttori ( nel caso decidiate per un immobile in costruzione) e continuate a cercare. Ci vorrà magari anche un anno, ma vale davvero la pena di aspettare.

http://www.articolista.com/affari/mutuo.html

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EcoMostri

giovedì 28 maggio 2009

Stavo leggendo un bel articolo di LegAmbiente in cui denunciava i 5 mostri cementizzi, che risiedono nella nostra penisola, e che sono in attesa di essere rasi al suolo, con relativa spesa da parte del Comune dove risiedono gli EcoMostri. Tratto dall'articolo di Legambiente "L’albergo di Alimuri nella penisola Sorrentina, le palazzine di Lido Rossello a Realmonte (AG), Palafitta a Falerna Scalo (CZ), le villette abusive di Torre Mileto (FG), lo scheletrone di Palmaria nel Parco delle Cinque Terre.
Ecomostri e villette abusive, alberghi e moli turistici in paradisi naturali. È il cemento il nemico numero uno delle spiagge italiane.Sono questi i primi 5 ecomostri costieri, la “top five” del cemento illegale, per cui Legambiente chiede dal 2007 che vengano istruite le pratiche di demolizione perché scompaiano – con corsia preferenziale - dal panorama italiano."
Questi edifici non sono abusivi, bensì muniti di regolare permesso di costruire! Mi chiedete chi gli ha dato questi permessi? Dei zozzoni che per due soldi non si farebbero problemi a seppellire decine o centinaia di persone sotto il peso del cemento.

Vi lascio anche il link del dossier





Migliaia di edifici piccoli o grandi che siano, sono sparsi nel nostro paese, in attesa di giudizio, che non avverrà prima di molti anni, ed intanto deturpano il paesaggio, da quello montano a quello marittimo, ed i comuni le regioni e lo stato sono capaci di guardare e non (poter) agire. Il problema è a monte, e non sto parlando di EcoMostri, che come ho detto hanno tutti un permesso di costruire, bensì parlo di tutti quegli edifici che nascono e crescono come funghi nel giro di 2

Albergo Fuenti, demolito nel 1999

giorni. Qualche giorno fa sono tornato da un viaggio e vicino al mio ufficio ho trovato una nuova casa, abusiva in tutto e per tutto, ma ormai finita, con la gente che ci abitava all'interno, ed indovinate questa casa dov'è posizionata? Accanto a quella di un Vigile Urbano, che se n'è fregato altamente anzi...

Ecco cos'è l'Italia e l'italiano, un abusivo.

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Produzione di acqua calda: i pannelli solari diventano obbligatori

giovedì 11 dicembre 2008

Produzione di acqua calda dal sole: una buona abitudine per rispettare l'ambiente diventa legge. Per incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili anche ai fini dei consumi energetici domestici, negli ultimi anni sono state introdotte diverse novità normative.
Nelle scorse finanziarie, compresa l'ultima, sono previsti sconti fiscali con detrazioni del 55 per cento, per chi installa un  impianto solare termico ovvero un sistema di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.
Ma le novità non finiscono qui. L'obbligo di certificazione energetica degli edifici civili, derivante da recenti direttive europee, ha indotto i governi a rendere obbligatorio l'utilizzo di fonti rinnovabili per le esigenze energetiche in tutte le nuove abitazioni.
Cosè, a partire dal 1 gennaio 2009, in base alla legge finanziaria 2008, i permessi per costruire rilasciati dai Comuni saranno subordinati alla certificazione energetica dell'edificio da realizzare e per costruire una casa a norma di legge sarà obbligatoria l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria per una frazione corrispondente almeno al 50% del fabbisogno.
Per comprendere meglio quale sia il fabbisogno di acqua calda basti sapere che generalmente una doccia standard ha una portata da 8 a 10 litri al minuto e una durata media di 10 minuti: ne deriva un fabbisogno di acqua calda sanitaria compreso tra 80 e 100 litri nei primi 10 minuti. Una vasca da bagno, invece, contiene generalmente circa 150 litri. A questi usi, si aggiungano le altre necessità domestiche comuni, che richiedono minori consumi.
La scelta dei pannelli solari a circolazione naturale per la produzione di acqua calda va dunque effettuata sulla base delle effettive esigenze del nucleo famigliare.
Le aziende produttrici di impianti solari termici sono in grado di guidare l'utente nello scegliere il modello che più si adatta alle sue esigenze, secondo la zona climatica e il numero di persone che usufruiranno dell'acqua calda. Si parte dal pannello singolo con serbatoio da 150 litri, consigliato per una o due persone (nel centro sud Italia) fino ai tre pannelli con serbatoio da 300 litri, suggerito per sei o otto persone (rispettivamente al Nord o al Sud). La progettazione tiene conto anche della posizione d'installazione, ovvero dell'orientamento della falda del tetto. Come si vede la tecnologia è in grado di supportare ogni esigenza in tema di produzione di acqua calda da pannelli solari. Per una cultura del risparmio energetico, invece, bisogna attendere che le nuove normative incidano sulle abitudini di consumo degli italiani. Di certo l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda è un primo passo concreto e alla portata di tutti per andare in questa direzione.

http://www.articolista.com/casa-e-giardino/produzione-di-acqua-calda-i-pannelli-solari-diventano-obbligatori.html

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Le barriere architettoniche negli edifici

http://www.informahandicap.it/

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Cosa sono le barriere architettoniche

Per barriere architettoniche si intendono gli ostacoli fisici e senso-percettivi che limitano il normale accesso a tutti gli ambienti, naturali o costruiti dall'uomo.

Si trovano costrette ad affrontare questo problema le persone portatrici di handicap e, più in generale, tutte le persone con ridotta capacità motoria, quindi anche anziani, donne in stato di gravidanza, nonchè chi è affetto da difficoltà sensoriali e/o psichiche.

Gli esempi di barriere architettoniche possono essere molteplici: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti, sentieri a fondo dissestato, ma anche interruttori, maniglie, lavandini ad altezze eccessive per persone in carrozzina o di bassa statura.

Si definisce invece barriera localizzativa ogni ostacolo o impedimento della percezione connesso alla posizione alla forma o al colore di strutture architettoniche e di mezzi di trasporto.

La legislazione italiana in materia è da considerarsi all'avanguardia, sia dal punto di vista tecnico che culturale.

E' possibile trovare online riferimenti e spiegazioni riguardo agevolazioni e contributi per disabili e anziani.

Purtroppo però, come spesso accade, l'attuazione delle normative viene considerata da parte dei tecnici e dei progettisti come un pesante obbligo da rispettare e non come uno stimolo per migliorare la progettazione: non si "pensa in maniera accessibile" prima di progettare o decidere la soluzione da adottare.

Considerare il problema in fase di progetto non comporterebbe praticamente alcun costo aggiuntivo rispetto alla realizzazione di strutture con barriere, mentre il successivo intervento di eliminazione, invece, implicherebbe sicuramente costi aggiuntivi.



Soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche


Il problema delle barriere architettoniche può essere risolto attraverso diverse tipologie di soluzioni, a seconda della situazione specifica.

Per il superamento di scale e gradini la soluzione più semplice ed economica è rappresentata dalla classica rampa di accesso.

Occorre, tuttavia, che la rampa sia progettata e poi realizzata con cura per poter essere utilizzata comodamente, in sicurezza ed autonomia, non solo da persone in carrozzina, ma anche da adulti che spingono carrozzine o passeggini, da persone con carrello, da anziani.

Nei casi in cui l'utilizzo della rampa risulti difficoltoso (ad esempio per l'eccessiva inclinazione della pendenza da superare) si ricorre all'installazione di servoscala, ossia speciali piattaforme con motorizzazione elettrica che, scorrendo lungo una apposita guida che segue l'andamento della scalinata, permette alla persona in carrozzina, in piedi o, eventualmente, seduta, di superare la barriera autonomamente.

Esistono due tipologie di servoscala: a piattaforma (per il trasporto di persona su carrozzina) o a poltroncina (per il trasporto di persona seduta).

Se le caratteristiche architettoniche dell'ambiente lo permettono, è inoltre possibile ricorrere ad ascensori o a piattaforme elevatrici.

A differenza dell'ascensore, queste ultime permettono di risolvere il problema dell'abbattimento delle barriere architettoniche con una spesa contenuta (sia in fase di installazione che nella successiva manutenzione) e senza bisogno di prevedere spazi dedicati, potendo essere installate anche all'esterno degli edifici (con un ingombro contenuto) o all'interno del vano scale.

http://www.articolista.com/casa-e-giardino/barriere-architettoniche-negli-edifici.html

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Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani

venerdì 21 novembre 2008

La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, abbreviata in TARSU, è prevista dal Decreto Legislativo n. 507/1993 che ha subito successive modifiche. I comuni applicano questa tassa sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura.
La tassa è dovuta al Comune per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre che di spazzamento delle strade pubbliche. Il servizio è gestito dal Comune in regime di privativa. Oggetto di raccolta sono i rifiuti domestici e quelli cosiddetti assimilati ovvero quelli derivanti da attività economiche, artigianali, industriali che possono essere assimilati per qualità a quelli domestici. L'assimilazione viene decisa dal Comune con apposita delibera.

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